La sicurezza corre in rete con l'agente segreto

12/03/2020


Cybersicurezza, big data, hacker, truffe finanziarie, terrorismo e spionaggio: se siete affasci-nati dal tema e ricordate il mitico 007, oggi potete farne una professione.


Una professione poliedrica che vede nella preparazione tecnicoscientifica un must, oltre che l’attitudine all’analisi, un’ottima dimestichezza col mondo informatico e la conoscenza di lingue straniere.

CONTRASTO ALLE MINACCE NAZIONALI
I recenti cambiamenti geopolitici vedono incombente il rischio terrorismo, ma i rischi sono possibili anche su altri fronti, come il sabotaggio e spionaggio industriale, gli attacchi alle risorse energetiche nazionali o all’ambiente, il riciclaggio di denaro e la trafugazione di dati riservati con violazione di database e caselle mail.
L’era del web ha portato numerosi vantaggi con la facilitazione dell’accesso alla rete virtuale, ma anche un crescente bisogno di controllo e protezione, quindi l’esigenza di conoscere e intercettare nuovi linguaggi e fenomeni potenzialmente nocivi.
Nuove forme di illeciti richiedono figure tecnicamente esperte e preparate a scovare truffe e reati sulla rete: l’agente segreto moderno non è più quella figura che James Bond ha reso immortale, affascinante ed enigmatica, poiché oggi, anziché affrontare pericolosi inseguimenti con fughe rocambolesche, opera davanti ad un PC con sofisticati software. Meno misterioso forse, ma altrettanto prag-matico ed efficace.

CHI SONO I PROFESSIONISTI PIÙ QUOTATI?
Esperti di sviluppo web ma anche programmatori di software in grado di smascherare qualsiasi attacco online sono figure ricercate poiché dati, sistemi e accessi informatici sono sempre più nel mirino di abili hacker.
Intelligence è il termine che in generale raggruppa tutte quelle azioni concertate da diverse Autorità ed Organizzazioni e dalle Forze armate e di polizia utili a proteggere cittadini, imprese, territorio, istituzioni.

Cyber sicurezza, riciclaggio di denaro, monete virtuali, crittografia, attacchi batteriologici, documenti e dati riservati, segreto aziendale o nazionale, cloud, sicurezza energetica e delle infrastrutture, terrorismo internazionale.
Su quanti fronti serve essere vigili e competenti, e le figure che entrano in gioco devono avere precise competenze ingegneristiche, informatiche, scientifiche per battere sul tempo i “nemici”.

COME FORMARSI PER DIVENTARE PROFESSIONISTI DELL’INTELLIGENCE?
AISI, Agenzia informazioni e sicurezza interna e AISE Agenzia informazioni e sicurezza esterna sono alcuni degli enti deputati a livello nazionale alla protezione degli interessi politici, militari, economici, scientifici e industriali dell’Italia.
Si occupano direttamente della formazione dei professionisti scelti, ma si fa di più con programmi specifici per diffondere la cultura della legalità e della sicurezza nell’era dei social con attività e incontri in scuole e università.
“Intelligence live” è il nome del roadshow già attivato tra gli studenti e docenti nelle università Sapienza e Luiss a Roma, Università del Salento, Politecnico di Torino e Cattolica Sacro Cuore di Milano che mira a diffondere la cultura della sicurezza nazionale come sentire comune ma anche per proporla come professione alternativa e qualificata.

CORSI E UNIVERSITÀ
La formazione ad hoc mira ad analizzare e approfondire questioni prioritarie di geopolitica e sicurezza internazionale, intelligence economica, contrasto al cybercrime in ambi-to finanziario e tutela della privacy. L’università di Firenze propone il Corso di Perfezionamento post-laurea in ‘Intelligence e Sicurezza Nazionale’ presso la Facoltà di Scienze Politiche.
L’Università della Calabria è stato il primo ateneo pubblico italiano ad aver organizzato un Master in intelligence. Per candidarsi ai corsi di alta formazione AISI serve essere diplomati o laureati con qualificate competenza in informatica e cybersecurity. Competenze, qualità e innovazione tecnologica sono dei must, ma comunque alla porta-ta dei novelli aspiranti agenti segreti, quindi perché non mettersi in gioco? Serve ovviamente padroneggiare almeno una lingua straniera come l’inglese ma anche conoscere lingue più insolite e meno diffuse, avere conoscenze di geopolitica ed attualità ed elevate competenze in programmazione e gestione in telecomunicazioni e reti informatiche.
Per chi infine volesse vivere questa professione ancora con quell’aura di mistero che ne ha fatto tema per libri, film e leggende, non resta che leggere storie di spie. Vere, in carne ed ossa.

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