Sistema Italia: gap digitale e nuove professionalità

09/08/2017

 

Il periodo storico in cui viviamo sta affrontando quella che viene definita “quarta rivoluzione industriale” o “digital transformation”. Come abbiamo già detto in questo articolo, la trasformazione digitale, in risposta ai continui cambiamenti del mercato, impone l'esigenza di nuove professioni legate all'industria 4.0. Designer engineer, cyber security specialist, business intelligent analyst, data scientist e data specialist sono solo alcune delle decine di figure professionali che stanno entrando in gioco, caratterizzando il mercato del lavoro.

Quali sono le specializzazioni più richieste? Abilità legate alla gestione dei social network, tecniche di Search Engine Optimization (SEO), capacità di gestire blog sono solo alcune delle skill richieste fra le funzioni Amministrazione, Vendite e Marketing delle aziende. Competenze in termini di security e connettività sono gettonate in campo della progettazione, della produzione automatizzata e della logistica. Per quanto riguarda l'area Sistemi Informativi, i profili più richiesti ruotano attorno al controllo e alla gestione dei dati.

Per il successo delle aziende è fondamentale diventre protagoniste di questa rivoluzione digitale. “Nel 2015, circa l'85% delle imprese che hanno cessato l'attività non aveva un sito web.”, ricorda Stefano Cuzzilla, Presidente di Federmanager.

In Italia, se la transazione verso questa nuova era è iniziata e, di conseguenza, la domanda di nuove professionalità in ambito digitale è in crescita, l'ecosistema non è in grado di soddisfare tale domanda a fronte di una formazione universitaria non al passo con i tempi. Nel nostro Paese, questa è la realtà delle cose: il tasso di occupazione dei giovani nel settore digitale si ferma al 12%, rispetto al 16% della media europea. La Commissione europea, in proposito, calcola che entro il 2020 ci saranno 900mila posti di lavoro vacanti per mancanza di competenze dedicate, più del triplo rispetto ai 275mila registrati nel 2012. E in Italia, secondo un recente studio di Modis, il 22% delle posizioni aperte in questo ambito non trova candidati all’altezza.

Cosa vi consigliamo? Se siete in quella fase della vita in cui dovete scegliere sul vostro futuro professionale, guardate in un'ottica di lungo periodo. Pensate che state vivendo in pieno questa nuova era. E provvedete a ridurre il gap digitale che caratterizza il sistema industriale nazionale.

Pensate "out of the box"!