Lauree in ambito gastronomico: qui si studia con gusto!

26/01/2017


Una laurea da top chef… complice l’impazzare di talent show che mettono in evidenza la passione per la cucina e la pasticceria, c’è chi decide di fare sul serio e intraprendere una strada difficile, competitiva, ma certamente soddisfacente legata all’enogastronomia a 360 gradi.

Laurearsi in scienze enogastronomiche significa fare di una passione una scienza, di un’arte un mestiere. Non si tratta solo di perfezionare gli studi di cucina, ricevimento, hotellerie, marketing, viticoltura, ma di completare la propria preparazione con un percorso accademico a 360 gradi che spazia dalla conoscenza della cultura enogastronomica locale e internazionale all’igiene e tutela della salute alla nutrizione.

Una full immersion che la variegata e ammirata tradizione del Made in Italy non potrà che valorizzare dando infinite opportunità di approfondimenti, esperienze, sperimentazioni. Un ambito che si interseca a doppio filo con quello dell’industria agroalimentare, con il turismo, con l’economia, con la cultura e la comunicazione, le lingue straniere e il management. Un percorso multidisciplinare che formerà professionisti dell’arte culinaria completi e competitivi.

La scuola migliore
La ricetta perfetta - è il caso di dirlo - è proprio un mix di talento, conoscenza, tecnica. Sono molte ormai le università italiane che propongono corsi ad hoc per golosi talentuosi: i corsi di laurea sono triennali e si trovano sia in istituti pubblici che privati sia in scienze e culture enogastronomiche che in tecnologie alimentari che in Food entrepreneurship, Food Culture & Communications Gastronomy (Italy & the World), Cultura del Vino Italiano, Cibo & Salute, o corsi di alta formazione tematici per Panettieri e Pizzaioli o Mastri birrai. La scelta spazia in tutto lo Stivale: Padova, Pollenzo, Bari, Torino, Teramo, Milano, Bologna Macerata… non resta che decidere che indirizzo prendere tra i tanti proposti e iniziare un’allettante percorso!

Competenze
Le competenze da acquisire partono dalla terra, ossia dalla produzione e trasformazione delle materie prime alimentari di origine animale e vegetale e dalle basi dell’allevamento.
Qui entrano in gioco la valorizzazione di concetti come la stagionalità, la riscoperta della tradizione e di produzioni di nicchia, i prodotti igp e dop, le tecniche di produzione bio, la filiera corta. Poi si passa a competenze “di laboratorio”, per apprendere le tecniche innovative portate in cucina di recente da fisica e chimica con la cosiddetta “cucina molecolare” per esempio.

Le competenze del moderno profesisonista non possono non comprendere le tecniche del trat tamento dei prodotti in termini di sicurezza igienico-sanitaria, con la conoscenza di materiali e tecniche di confezionamento, tempi, tecniche e norme di conservazione per il controllo e la prevenzione delle contaminazioni dei prodotti e delle derrate vegetali da parte di microrganismi. Agraria, biologia, chimica… materie che in cucina entrano di diritto.

Cultura e tendenze
Le caratteristiche nutrizionali di un prodotto non fanno di un buon piatto solo un’occasio - ne di piacere, ma possono essere un limite in caso di intolleranze o allergie, o anche per dettami religiosi e culturali o per diffuse tendenze, come il vegan o il crudismo. Essere un cultore dell’enogastronomia moderna prevede rigore e competenza anche in questi ambiti. Poi c’è l’immenso capitolo della cultura del cibo: la conoscenza di vino, birra, olio e acqua e dei loro infiniti abbinamenti a tavola fanno poi dell’enogastronomia una vera disciplina trasversale e pluridisciplinare, dove serve destreggiarsi tra innumerevoli prodotti e caratteristiche.

Una professione multisettoriale
Il moderno guru del food&wine oggi è anche ambasciatore di benessere, dell’alimentazione come veicolo per la salute del concetto di rispetto del territorio, della lotta allo spreco, della riscoperta di materiali poveri ma qualitativamente nobili.

Non ultimo, dovrà essere manager della sua attività quindi dovrà possedere competenze di marketing per fare del suo mestiere una fonte di reddito, dialogare con dimestichezza con clientela e partner internazionali quindi conoscere le lingue straniere nonché culture e tradizioni lontane è un must.

Laurearsi in enogastronomia significa aprirsi strade differenti con vari sbocchi occupazionali: ristorazione, hotellerie, eventi, viaggi e turismo ma anche industria e, perché no, critica e giornalismo di settore, consulenza, controllo igienicosanitario, commercializzazione, trovando collocazione in realtà private come pubbliche.

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