Kaplan: Quando le esperienze all’estero fanno curriculum

19/07/2017


Dando ormai per scontata una buona preparazione, oggi i datori di lavoro nella fase di selezione tendono a dare maggior peso alle esperienze personali dei candidati, specialmente a quelle vissute al di fuori dei confini nazionali, perché permettono di sviluppare un insieme di soft skills, ossia capacità sociali, interpersonali e comunicative, in grado di dare un valore aggiunto al candidato e quindi all’azienda.

Le esperienze all’estero, come ad esempio il Gap Year, sono, infatti, sinonimo di ambizione, determinazione, curiosità, voglia di imparare e di mettersi in gioco, indipendenza; elementi fortemente ricercati nei giovani professionisti di oggi dal momento che il mercato del lavoro è divenuto sempre più internazionale, per cui bisogna dimostrare flessibilità per i cambiamenti, capacità di adattamento e saper parlare almeno una seconda lingua, prima fra tutte l’inglese in quanto lingua del business in tutto il mondo.

Così, se da un lato è cresciuto il numero delle aziende che richiedono ai propri candidati certificati di inglese internazionali per verificare il loro livello di preparazione, o di aver maturato un’esperienza di studio o di lavoro all’estero; dall’altro è cresciuta la consapevolezza da parte dei gioviani professionisti italiani circa l’importanza di un’esperienza all’estero per poter intraprendere una carriera di successo.

Da una ricerca condotta dall’Intelligence Unit dell’Economist, per scoprire qual è il valore di un’esperienza all’estero per lo sviluppo professionale di una persona; è emerso che più del 70% dei giovani italiani intervistati, riconosce l’importanza dello studio di una lingua straniera e di un’esperienza all’estero per aspirare a un percorso lavorativo migliore. Inoltre, più del 65% degli intervistati sostiene che la sola preparazione universitaria non basta per accedere alla carriera dei propri sogni (per maggiore approfondimento potete consultare l’infografica).

Negli ultimi anni si è registrato anche aumento del numero dei giovani italiani, compresi nella fascia di età 19-30, che decide di trascorrere un anno sabbatico o Gap Year all’estero, poiché uno dei metodi più efficaci per migliorare l’inglese e per crescere. Si tratta di un periodo di cambiamento e di arricchimento, che apporta benefici personali e professionali ed è molto apprezzato dalle aziende internazionali.

Approfittare del Gap Year per fare un corso di inglese semestrale o annuale permette di acquisire importanti competenze in un ambiente multiculturale e imparare a comunicare fluentemente in inglese. Inoltre, si può ottenere una certificazione linguistica ufficiale, riconosciuta internazionalmente, che rende più competitivo il curriculum e apre a nuove possibilità di impiego.

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