Italia 2020: Cosa sapere sul lavoro che verrà

14/12/2016


I cambiamenti causati dalla crisi economica, il contesto internazionale che resta incerto: tutto contribuisce a cambiare la domanda di lavoro, non solo in termini quantitativi ma anche qualitativi, cioè con riferimento alle caratteristiche e alle skill delle figure professionali richieste.

Ecco perché occorre anticipare e interpretare le tendenze del mercato del lavoro, con l’obiettivo di aumentare l’occupazione e di migliorare l’occupabilità dei lavoratori. Fin dal 2008 la Commissione europea ha emesso la Comunicazione “New Skills for New Jobs”; a questo il Sistema informativo Excelsior ha voluto affiancare alla consueta rilevazione annuale l’individuazione delle tendenze di medio lungo periodo della domanda di lavoro in Italia, con un dettaglio settoriale per gruppi professionali, per livelli e indirizzi formativi.
Sono stati considerati due scenari: uno base (Benchmark) e uno ottimistico (che prevede riforme capaci di stimolare la crescita).

L'occupazione crescerà in entrambi gli scenari: il primo prevede una crescita dell’occupazione dello 0,4% medio annuo fra il 2016 e il 2020. A questa previsione corrisponde – considerando anche la componente costituita dalla domanda che deriva dalla necessità di sostituzione dei lavoratori in uscita per pensionamento e mortalità – un fabbisogno complessivo di 2.552.500 unità lavorative, con un andamento crescente nel corso del periodo. Nell’ipotesi dello scenario positivo la crescita dell’occupazione si porterebbe al +0,8% annuo.

QUALI SETTORI?
I tassi di fabbisogno risultano più elevati nei servizi (2,6%), mentre nell’industria non supera l’1,5%. Nelle prime posizioni della graduatoria si trovano la sanità-assistenza (con un tasso medio annuo di fabbisogno del 4,1%) e i servizi avanzati alle imprese (3,5%).
In termini assoluti, nel 2020 il fabbisogno sarà ampiamente determinato dai servizi (83% del totale); tra questi prevalgono il commercio, la sanità e assistenza sociale nonché i servizi avanzati. Seguono poi l’istruzione, i servizi operativi, le costruzioni, i trasporti e il turismo. Il tasso di fabbisogno è più elevato per le professioni high skill (dirigenti, professioni specialistiche e tecniche), per le quali raggiunge il 2,5%. Tra il 2016 e il 2020, la quota di figure high skill crescerà di oltre 2 punti (dal 39 al 41%), soprattutto a scapito delle figure intermedie, mentre il peso delle professioni low skill resterà quasi invariato. La più sostenuta crescita delle figure high skill dovrebbe comportare, dal punto di vista dei livelli di istruzione, un significativo incremento dei laureati (+32%) e dei diplomati (+24%); nel 2020 i laureati e i diplomati dovrebbero quindi rappresentare il 65% del fabbisogno totale. Nel 2020 i laureati più richiesti saranno quelli a indirizzo economico -statistico (oltre 35.000), seguiti dai medici e paramedici (31.000), dagli ingegneri (oltre 24.000) e dal gruppo insegnamento (quasi 19.000). 
(continua...)

L'articolo completo lo trovi su www.careerdirectory.it/flippingbook/#italia-futuro


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