Orientamento e giovani: la parola agli esperti / Intervista #1

12/07/2017


Orientamento e giovani: la parola agli esperti.
Consigli per una crescita professionale consapevole e di successo.

Dubbi su cosa fare del vostro futuro dopo gli studi? Il mondo del lavoro per voi è ancora un terreno inesplorato? La nostra redazione ha curato per voi una serie di interviste rivolte a professionisti, con lo scopo di mettere a fuoco le professioni di tendenza, le skill più richieste dalle HR, le opportunità che uno specifico settore può dare.

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Ingegnere, consulente in ambito tecnologico per PMI e Startup
FEDERICO TUNZIO      

Quali sono le strategie per far emergere da un breve colloquio le migliori competenze e le qualità di un neolaureato per intercettarne il suo valore personale e professionale?
Chiedere loro se hanno idea di chi sono, cosa stanno vivendo e quali siano realmente le loro ambizioni di vita e professionale, a prescindere dalla estrazione culturale di merito (indirizzo accademico). Questo è importante perché le mie esperienze presso l’Università come assistente e come Professore a contratto, le mie esperienze di circa 10 anni come Direttore di una pmi si servizi ingegneristici mi ha confermato che la motivazione non è acquistabile per denaro. Bisognerebbe capire innanzitutto se i candidati siano interessati in egual modo (o bilanciato il più possibile) a crescita professionale, crescita economica e crescita della propria identità anche tramite quanto si apprestano a svolgere. Capire se sono interessati a confrontarsi con se stessi in mezzo a nuove realtà: senza autocoscienza non si è mai soddisfatti e non si collabora né come leader né come gregario.


Cosa consiglia un esperto di Risorse Umane come percorso ottimale per essere un profilo lavorativo spendibile sul mercato di domani?
Le esperienze all’estero servono per perfezionare le lingue e specialmente per staccare con le proprie radici e vedere se si riesce a sopravvivere. Anche in Italia abbiamo offerte per posti di lavoro, pur se inizialmente a stage, eccezionali, in cui affrontare team building di livello internazionale. Manca però sempre l’elemento di perdersi in se stessi senza avere riferimenti fissi e ritrovarsi. Una volta affrontata questa fase, che sia essa di un giorno o di un anno, allora il candidato è pronto a lavorare ovunque.


Quali sono le skills accademiche e le qualità personali che maggiormente servono a spiccare e a farsi apprezzare?
Convinzione nei/dei propri mezzi, entusiasmo, preparazione di base eccellente di natura trasversale, voglia di imparare ciò che non si conosce, adattabilità a diverse modalità di lavoro, amore per la conoscenza del prossimo e delle storie degli altri, voglia di intravvedere sempre una soluzione o un nuovo punto di vista nei progetti. Il saper Vedere un progetto non solo come obiettivo economico ma come obiettivo (pur se micro) di vita e di crescita professionale, quindi economico per misurare la nostra capacità di adattabilità ai risultati concreti. Entusiasmo, voglia di dare prima di ricevere, attenzione al mercato e alle esigenze del mercato, innovazione verso il mercato, funzionalità verso il mercato, progettazione verso il mercato…approccio olistico e sostenibile a tutto!