Fashion Management 3.0

21/12/2017

Fashion Management 3.0
Intervista a Monica Zanichelli
past Managing Director per Pinko, Trussardi, Gucci, Michael Kors


Le esperienze di Managing Director in Gucci e Vice President Europe in Michael Kors come anche le posizioni ricoperte in Trussardi e Pinko le conferiscono un'autorevolezza con pochi eguali nel mondo del fashion-luxury. Monica Zanichelli oggi Strategic Business & Merchandising Development Advisor per le aziende del settore moda e CEO in MOS, ci parla dell’evoluzione del Fashion nell’ultimo decennio e dei fattori chiave per avere successo.

Oggi ci troviamo a vivere e affrontare un cambiamento epocale che coinvolge tutti gli ambiti dell’economia. Tra i settori maggiormente influenzati c’è senza dubbio quello della moda, da sempre caratterizzato da ritmi e dinamiche rapidissimi e in costante mutamento.

Fino a una decina di anni fa i modelli di business del Fashion erano dettati unilateralmente da pochi brand storici. L’affermarsi di un consumatore sempre più consapevole e di un mercato sempre più saturo hanno imposto alle aziende del settore moda una trasformazione radicale, un ripensamento dei propri sistemi e delle proprie strategie che consentisse di incorporare le nuove variabili in gioco. Anche il dizionario del fashion è cambiato, e oggi si parla correntemente di un business fast, accessibile, low price, contemporary, eclettico, senza regole, onnivoro, contaminato.

Brand, agenti, agenzie di comunicazione, nonché negozianti e department stores si sono dovuti adeguare a questa “rivoluzione”, rispondendo in modo veloce, coerente e preciso alle richieste del consumatore finale. Un consumatore finale che, se prima era piuttosto statico rispetto al suo segmento di mercato e fedele a pochi e selezionati brand, oggi si mostra più che mai libero di mixare, giocare con gli stili e con marchi anche molto differenti tra di loro. Oggi i consumatori di tutte le età e di tutte le provenienze sperimentano la propria libertà di scelta e la propria capacità di 'self stylist' acquistando e co-ordinando brand di diverse provenienze, di diversi livelli. Dieci anni fa c'erano i completi, gli outfit che vestivano il consumatore finale dalla scarpa all'orologio... oggi tutto ciò è diventato quasi uno sbiadito ricordo.

È per questo motivo che oggi ogni azienda del Fashion cerca quanto più possibile di comunicare in modo costante con il cliente, sia attraverso i mezzi di comunicazione tradizionali che attraverso gli strumenti digitali. Il fenomeno dei Fashion Blogger, ad esempio, ha avuto un’ascesa travolgente negli ultimi anni, facendo sì che la scelta di un determinato capo o la preferenza per un brand specifico sia sempre più guidata da una consumatrice o da un consumatore indipendente e influente. Il consumatore medio odierno, quindi, è un consumatore costantemente informato, che presidia il mercato in ogni momento e sceglie, tramite smartphone app e social media, l'offerta che reputa più conveniente e adatta al suo stile, non fidelizzandosi a questo o quel brand, ma cambiando a seconda dei gusti personali e dei trend del momento.

Per le aziende la necessità di monitorare, comprendere e prevedere il consumatore è diventata pertanto sempre più cruciale. Le imprese che non sono pronte a ripensare il proprio modello di business e la propria filosofia verso un paradigma consumer-oriented, non potranno avere successo e non potranno evolvere. Quella sorta di egocentrismo assoluto che in passato alcune aziende potevano permettersi di mantenere oggi deve essere inevitabilmente abbandonato.

In questo panorama così veloce e in continua evoluzione il driver del successo dei futuri manager sta prima di tutto nella riscoperta delle qualità più intrinseche e connaturate all’uomo: la curiosità, l'amore per l'informazione e la ricerca, l'apertura, la flessibilità, la capacità di cambiare, la visione allo stesso tempo mondiale e locale, la rapidità, il senso di responsabilità, la capacità di analisi e di interpretazione, il rispetto nei confronti della Terra e del Consumatore.

Oggi e soprattutto domani, tutti i marchi e di conseguenza tutti i manager dovranno interagire con il consumatore fornendo degli elementi di unicità e di innovazione riuscendo a trasmettere, allo stesso tempo, tratti distintivi e archetipi del proprio brand. Un esercizio di grande equilibrismo, di grande chiarezza dei ruoli, di Vision e di strategia interna all'azienda su cui si innesta un'ulteriore sfida: il consumatore finale infatti si aspetta, o sarebbe meglio dire pretende, che tutto, dal made in, al prodotto, alla comunicazione, alla struttura aziendale interna ed esterna, sia coerente con i messaggi e con gli elementi che caratterizzano il brand, e che questi siano veri e dimostrabili. All’interno delle Aziende quindi il gioco dovrà diventare necessariamente di squadra e non più dei singoli individui.

A febbraio 2018 riparte il Master Executive in Fashion Management, il percorso formativo finalizzato a formare figure professionali pronte ad inserirsi con successo nelle aziende del settore moda. Informazioni sul programma e sulle modalità di candidatura sono disponibili a questo link >>

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