Digital Reputation e Social Recruiting

13/05/2016

IL FUTURO DEL LAVORO PASSA DAL WEB

Il 35% dei selezionatori del personale dichiara di aver escluso potenziali candidati a partire dall’analisi del loro profilo social. E l’ 8,4%% di chi cerca lavoro lo ha trovato grazie ai social network. La ricerca di personale e la caccia a un impiego ai tempi del social recruiting nei risultati della ricerca condotta da Adecco con l’Università Cattolica di Milano intervistando 143 selezionatori e 2.742 candidati in Italia.

I social network non sono più solo un passatempo o un gioco, ma anche uno strumento di lavoro. Non a caso ne sta crescendo esponenzialmente l’uso a scopo professionale, sia per i recruiter che per i candidati.  I siti delle aziende e le aree “lavora con noi” hanno ancora un ruolo determinante, ma LinkedIn e a sorpresa anche Facebook sono ormai canali sempre più performanti. Analizzando l’Adecco Work Trends Study è chiaro che le attività di ricerca di profili professionali da parte dei selezionatori e di lavoro da parte dei candidati si svolgono in gran parte sul web, rispettivamente con il 64% e l’80%. In particolare, dal lato dei recruiter si riscontra un notevole incremento rispetto all’edizione passata, pari al 19%.
Nel 2016 si prevede un’ulteriore crescita dell’uso dell’online per queste attività fino al 71%. Se da un lato c’è il candidato, che dopo l’invio di un curriculum o dopo un colloquio, cerca immediatamente informazioni online sull’azienda e magari sulla persona che lo ha esaminato, dall’altra ci sono i selezionatori che fanno la medesima cosa. Questi ultimi adoperano i social network principalmente per cercare candidati passivi (78,3%), verificare i curricula vitae ricevuti (75,5%) e la rete del candidato (67,1%), controllare i contenuti pubblicati (57,3%) e la digital reputation (50,3%).

Significativo il dato riguardante l’esclusione di candidati in base a contenuti pubblicati sui social; alla domanda:Ti è mai capitato di escludere un candidato dal processo di selezione a causa di informazioni, fotografie e/o contenuti pubblicati sui profili social?” nel 2015 ha risposto in modo affermativo il 35% dei selezionatori, quando nel 2014 si fermava al 25,5% e nel 2013 solo al 12%.

La digital reputation, ovvero l’immagine che ognuno di noi si costruisce sulla rete, tramite le condivisioni di materiale e discussioni su forum, blog e social network, è un territorio in cui molti si avventurano in modo superficiale, senza rendersi veramente conto di quello a cui vanno incontro.

Ben 7 milioni di italiani hanno messo il proprio curriculum su LinkedIn, la piattaforma digitale che permette a un recruiter di “pescare” un lavoratore navigando nelle rete alla ricerca delle caratteristiche giuste e chiedendo referenze a chi lo conosce.
Eppure, di questi 7 milioni i giovani sono una minoranza. In generale non sfruttano in modo ottimale il potenziale dei social: poter contare su una web reputation solida e ben pensata sta diventando uno dei plus più utile per chi cerca lavoro.



Come presentarsi al meglio allora? Quali errori potrebbero essere “fatali”?
Ecco alcuni consigli per gestire al meglio i propri profili dal punto di vista professionale.

FACEBOOK
> Fare attenzione alla privacy
– È essenziale scegliere impostazioni di privacy adeguate, evitando di lasciare il profilo completamente visibile e aperto anche a chi non fa parte della propria cerchia di conoscenti.
> Aggiungere contatti lavorativi – Attenzione! E’ importante solo se si vuole usare Facebook come network professionale: in tal caso va prestata la massima cura alle informazioni che si vogliono pubblicare a al tipo di interazione concessa agli altri utenti.
> Qualità e non quantità – Un post, un commento o un’immagine che riveli un punto di vista originale e arguto possono essere un modo per essere notati.
Non serve pubblicare decine di stati al giorno, è importante il contenuto. Attenzione però alla doppia faccia della medaglia: alcuni post o commenti potrebbero risultare “sgraditi” a chi li legge. Vige ovviamente la libertà di espressione, ma bisogna ricordarsi che anche i vostri futuri datori di lavoro potrebbero visionare il vostro profilo.
> Scegliere gruppi che riflettano i propri interessi – Mettere il cosiddetto “pollice in su” a pagine e gruppi che discutono di argomenti relativi ai vostri studi, alle vostre passioni e al vostro lavoro può sicuramente tornare utile e mantenervi sempre aggiornati.
> Creare due profili – Creare un secondo contatto Facebook potrebbe essere una buona idea per mantenere separati il profilo personale (sul quale si possono pubblicare anche fotografie “compromettenti” delle serate con gli amici) e il profilo professionale, con il quale si possono mantenere contatti con colleghi, ex colleghi e datori di lavoro.

LINKEDIN
> Evidenziare le esperienze più importanti –  È importante evidenziare al meglio i propri successi lavorativi, posizionandoli in modo funzionale sul profilo. Non solo, più dettagli si inseriscono riguardo al ruolo svolto più avranno attrattiva sui recruiter.
> Curare i contenuti –  Sul profilo LinkedIn non va semplicemente copiato e incollato il proprio CV: i social usano un linguaggio differente rispetto a quello “cartaceo”.
> Una foto vale più di mille parole – Non può mai mancare la foto profilo, scelta accuratamente e quanto più “seria” possibile, magari mentre siete impegnati a lavoro o in una delle vostre passioni. Ma non si parla solo di immagine del profilo: se nelle vostre caratteristiche scrivete ad esempio “creativo” o “appassionato di disegno e/o fotografia” perché non dimostrarlo pubblicando di tanto in tanto una vostra creazione?
> Mantenere aggiornato il profilo – Molti utenti, dopo averlo creato, lasciano cadere nel dimenticatoio il proprio profilo. Niente di più sbagliato! Il profilo va controllato periodicamente: non solo perché gli aggiornamenti compariranno sulla home page di tutti i vostri collegamenti, ma anche perché il profilo è un riflesso della propria personalità, è fondamentale quindi mantenerlo aggiornato e completo.
> Creare collegamenti e aderire a gruppi professionali – Connettersi con altri professionisti dimostra il proprio interesse e le proprie inclinazioni. Quando possibile è utile raccogliere referenze, aiuteranno chi visita il profilo a comprendere meglio mansioni e risultati. Aderire a gruppi professionali in linea con le proprie competenze permette di rimanere in continuo aggiornamento sulle novità del proprio settore lavorativo.
In un mondo che ormai è sempre più social diventa indispensabile non trascurare, ma, anzi, sfruttare al meglio  queste reti sociali sul web, soprattutto per chi è a caccia di un buon posto di lavoro.

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