Come attrarre i talenti della generazione Z

18/02/2019



Il mercato del lavoro sta evolvendo rapidamente per una serie di fattori: da un lato intelligenza artificiale e nuove tecnologie porteranno ad un’automazione del 30% dei posti di lavoro entro il 2030 (dati PwC), creando però nuove professioni più qualificate e remunerate; dall’altro lato, non si può ignorare il fatto che entro i prossimi dieci anni irromperanno nel mondo del lavoro 60 milioni di ragazzi appartenenti alla Generazione Z, nati dopo il 1995, alcuni dei quali stanno già cominciando.

Più autonomi, tech-savvy e ambiziosi rispetto ai loro predecessori, la Generazione Z ha caratteristiche che potrebbero diventare risorse preziose per contribuire al processo di trasformazione dei futuri ambienti di lavoro in cui entreranno. La vera sfida sarà attrarli e trattenerli in azienda. Una recente ricerca di Monster ha evidenziato che il 76% degli intervistati vuole essere responsabile della propria carriera e il 58% è disponibile a lavorare di notte e nei fine settimana se ben retribuito. Ma non è solo lo stipendio a motivarli, il 74% di loro considera più importante lo scopo dell’azienda per cui lavora rispetto alla remunerazione. Vogliono sentirsi parte di un’organizzazione che può contribuire a migliorare il mondo.

Questi aspetti stanno già imponendo un cambio di strategia in tutte le organizzazioni che non solo dovranno modificare l’approccio alla ricerca dei giusti candidati, ma dovranno anche profondamente rivedere le proprie strutture interne per rendersi più attrattive nei confronti di questa nuova ondata di lavoratori. Una sorta di restyling che vede in primis la necessità di riuscire a trasmettere i valori su cui si basa l’azienda, aspetto fondamentale per la Generazione Z.

A questa fotografia, va aggiunto il dato relativo ai tassi di turnover che entro i prossimi cinque anni sono destinati a tornare ai livelli pre-crisi e che quasi la metà (42%) ha dichiarato che vorrebbe avere un’attività in proprio: 10 punti percentuali in più rispetto alle generazioni precedenti.

Un’indagine di Accenture Strategy dedicata alle aspettative della generazione Z nei confronti del mondo del lavoro rivela che l’87% dei laureati in Italia nel 2017 ha considerato le opportunità occupazionali prima di scegliere il percorso universitario. Dato che rivela come i nuovi talenti vogliano fare il primo ingresso in azienda preparati, ma al tempo stesso vogliono continuare ad essere formati: l’86% si aspetta di frequentare training formativi che li aiuti a crescere professionalmente.

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