Big Data Analytics: nuove opportunità di crescita professionale

17/08/2017

 

 

Alle soglie del 2017, tutti pazzi per i dati. È l'inizio di un lungo processo: stiamo andando spediti verso una Big Data Economy. Le imprese vivono un processo di trasformazione digitale. La spiegazione è semplice: i continui cambiamenti del mercato impongono nuovi business model e la capacità di diventare Data Driven Company non è più solo un'opzione, ma una necessità. Dall'ottimizzazione dei processi, il focus si sposta sulla capacità di sviluppare nuovi prodotti e servizi e sulle opportunità derivanti dalla monetizzazione dei dati. Ma che cosa sono i Big Data, o meglio cosa si intende per “fenomeno/rivoluzione Big Data”? La capacità di usare una raccolta di dati estesa in termini di volume, velocità e varietà per elaborare, analizzare e trovare riscontri oggettivi su diverse tematiche.

Lo scorso 29 novembre si è tenuto il convegno “Big Data: guidare il cambiamento, liberare il valore”. Qui è stata presentata la ricerca Osservatorio Big Data Analitycs & Business intelligence della School of Management del Politecnico di MilanoDalla ricerca è emerso che il mercato degli Analytics nel 2016 in Italia è cresciuto del 15%, raggiungendo un valore complessivo di 905 milioni di euro. Il 2017 vede la Business Intelligence, i Big Data e gli Analytics come priorità di investimento per l'innovazione digitale. Ma emerge anche la necessità di nuove competenze e figure professionali come quella del data scientist, la cui presenza nelle aziende più all’avanguardia è cresciuta del 57% nell’ultimo anno. Da un sondaggio realizzato dall'Osservatorio emerge che questo professionista è una figura relativamente giovane con età media attorno ai 35 anni. In America, dove il settore si è sviluppato prima, è un po’ più alta, attorno ai 40 anni; in Asia, dove lo sviluppo è un più recente, l’età media sale a 29 anni; l’Europa segue il trend medio. In base alla collocazione geografica varia molto la retribuzione: nei Paesi in cui queste competenze sono diffuse da più tempo come gli Stati Uniti lo stipendio supera spesso i 100mila dollari, mentre in Europa le retribuzioni sono più basse. I data scientist internazionali lavorano in aziende e settori molto diversi fra loro: il 26% in Information & Communication Technology, il 16% in Banche e Assicurazioni, il 14% nella PA e Sanità, il 20% nei Servizi, il 6% in Consulenza e il restante si suddivide tra GDO, Manifatturiero, Telco e Media, Advertising e Utility.

Sebbene l’adozione di sistemi di Analytics sia una pratica ormai consolidata, soltanto l’8% delle grandi imprese si trova a buon punto nel processo di trasformazione da aziende tradizionali a “Big Data Enterprise”. Il 26% si trova allo stadio iniziale del processo, mentre il restante 66% si colloca in una posizione intermedia, con una governance già in fase avanzata per alcuni aspetti e ancora da avviare per altri. Il settore più interessato nel mercato degli Analytics tra le grandi imprese è quello bancario (29%), seguito da manifatturiero (22%), telecomunicazioni e media (14%), Pubblica Amministrazione e sanità (8%), altri servizi (8%), GDO (7%), utility (6%) e assicurazioni (6%).

Per concludere, il nostro consiglio? Seguite la scia.

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